Di Alberto Bregani | Dal blog

Potrebbe sembrare una battuta ma non lo è.
Molte delle fotografie che potreste realizzare (e che in larga parte non realizzate) sono sempre dietro di voi. Sono quelle che lasciate dietro le vostre spalle. Lo noto e lo vedo nel corso dei miei trekking fotografici insieme alle molte persone che vi partecipano. La tendenza della maggior parte di loro è quella di guardarsi sempre intorno, ma mai dietro le spalle ovvero voltandosi per vedere i paesaggi e le possibili inquadrature che hanno (tra)lasciato.

Il pensiero comune è che quei paesaggi lasciati ci si ripresenteranno al ritorno: cosa probabile, nel caso il sentiero sia poi lo stesso. Meno probabile, anzi sicuramente impossibile, sarà avere le stesse condizioni di nuvola, cielo, luce trovate all’andata. Potrà infatti essere la stessa inquadratura, ma certamente non la stessa situazione di luce.

La Natura non si ripresenta mai allo stesso modo, neppure nel breve spazio di un minuto: una nuvola che si muove e rende la luce del sole diversa. O la sua stessa conformazione nel cielo. O una magica lama di luce che si infila nel bosco e batte sul sentiero, e che quattro, cinque, sei ore ore dopo, al vostro passaggio in ritorno, non potrà più esserci perchè nel frattempo il sole ha cambiato posizione e quindi inclinazione. E via dicendo.

Allora, ogni tanto, nel corso del vostro cammino verso una destinazione, rifugio o parete che sia, fermatevi e voltatevi indietro a vedere cosa avete lasciato: la gran parte delle volte troverete delle splendide fotografie pronte a essere raccolte, che mai avreste pensato di realizzare, guardando sempre e solamente davanti al vostro naso.

Fatemi sapere 🙂

Dietro di me. Un colpo di luce

Foto: camminando lungo il sentiero dell’acqua, in Val Nambrone. Un colpo di luce ha colpito le foglie gialle dell’autunno, accendendole di colpo. Fortuna mi sono girato. Avrei perso questa fotografia | © Alberto Bregani

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